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15 Ottobre 2013

Sangalli «No al riordino dell'Iva: è solo un aumento mascherato delle tasse»

Per il presidente Confcommercio per la ripresa serve rilanciare i consumi interni

dal : 15 Ottobre 2013  al : 15 Novembre 2013
 

Intervista di ROBERTO GIOVANNINI - da «La Stampa» di martedì 15 ottobre

ROMA -Presidente Sangalli, la Confcommercio ha scritto a Letta e Saccomanni per chiedere che non ci sia un'inasprimento dell'lva. Qual è il vostro timore?
«Il problema della nostra economia è la debolezza strutturale della domanda interna. Consumi e investimenti sono 1'80% del Pil, e per quest'anno prevediamo una caduta dei consumi del 2,4%. Se questo è il problema - e questo è il problema - vuol dire che quei timidi segnali di fiducia che lasciavano presagire la ripresa non hanno ancora contaminato l'economia reale. E c'è di più: con l'aumento dell'Iva del 1 ottobre stiamo già bruciando questi spiragli di ripresa».
Insomma, le famiglie e le imprese sono stremate dalla crisi.
«Hanno pagato un prezzo salatissimo per sostenere la politica del rigore. E adesso anziché avere prospettive di crescita si ritrovano ulteriori aumenti della pressione fiscale.E tutto questo mentre rimaneva pressoché intatta la spesa pubblica; non ci sono efficaci politiche di sviluppo per infrastrutture ed energia; la burocrazia è rimasta un problema irrisolto. Non è un caso se i redditi sono tornati ai livelli del 1986».
E voi siete allarmati per il riordino delle aliquote Iva.
«Le famiglie non hanno ancora smaltito l'incremento del aliquota dal 21 al 22%, e già si parla di rimodulare la struttura. Su questo punto voglio essere chiaro: rimodulare non può diventare l'occasione per un incremento del gettito e quindi della pressione fiscale. Sarebbe la mazzata definitiva sui consumi. Ecco perché ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio e al ministro Saccomanni chiedendo di avere ampie rassicurazioni sul fatto che questo non avvenga. Il riordino Iva andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata, e disattenderebbe le stesse indicazioni della Commissione Europea, che chiede una omogeneizzazione e semplificazione della struttura delle aliquote. In parole semplici, abbiamo il timore che dietro la rimodulazione delle aliquote ci sia un aumento delle tasse mascherato».
Eppure, si parla di riduzione del cuneo fiscale ...
«Noi diciamo che il 2014 non può essere l'anno in cui, di fatto, attraverso la riforma delle aliquote Iva, si continuano ad aumentare le tasse. Dev'essere l'anno in cui l'Italia torna sui binari della normalità politica e della ripresa dell'economia. Per questo serve una grande riforma fiscale, che riduca il prelievo e semplifichi il sistema di pagamenti e adempimenti. Al governo Letta chiediamo più coraggio e determinazione: dopo l'errore di non aver bloccato l'aumento dell'Iva trovi ora la strada per ridurre davvero le tasse, perché l'attuale carico fiscale è incompatibile con qualsiasi tipo di ripresaeconomica. Il coraggio il governo lo deve trovare soprattutto nella lotta agli sprechi nellapubblica amministrazione, in una forte spending review, dismettendo il patrimonio pubblico immobiliare, e naturalmente con la lotta all'evasione, destinando i proventi alla riduzione della pressione fiscale. Insomma: avanti con la riduzione dell'Irpef, no all'incremento dell'Iva».



Allegati
Scarica l'intervista da «La Stampa» del 15 ottobre 2013 Scarica il file



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